Quest'anno usciamo dall'Asia per celebrare una persona a noi cara.

La Sig.ra Marisa di Genova ha viaggiato dalla prima ora con Iperboreus in Mongolia, poi in Bhutan, etc.....
A Ottobre 2017 è venuta nella depressione etiope del Dallol,  a 50°C e a 83 anni ! Che dire? Chapeau

1993 - Tiziano Terzani scende dalla Transmongolica nella caotica stazione ferroviaria di Ulaanbaatar. Una Mongolia in bianco e nero che ci pare, oggi, lontanissima.
23 anni, esattamente quelli di Rebecca.

Per i nostri clienti abbiamo a disposizione biglietti aerei per la Mongolia a tariffa agevolata Tour Operator.
Attenzione: il numero di posti è limitato.

Sintetizzare in una frase o tentare di racchiudere in una singola foto una stagione durata sei mesi non mi riesce facile. Luoghi, volti, parole, persone che ho conosciuto e con cui ho condiviso i viaggi ora riaffiorano nella memoria, si sovrappongono e sfuggono via. 

Antonella di Ravenna mi ha inviato un'email con una frase di Jaques Cousteau.
Il Comandante del "Mondo Silenzionso", assieme a Walter Bonatti (l'esploratore, non lo scalatore) mi sono cari.
Guardando indietro nel tempo mi accorgo che, se ho scelto per la mia vita deserti e steppe,  in gran parte lo devo a loro.

" ... Una domenica mattina del 1936, a Le Mourillon, nei pressi di Tolone, passeggiai nel Mediterraneo guardando attraverso gli occhiali subacquei di Fernez. Ero un artigliere della Marina da guerra, un buon nuotatore interessato solo a migliorare il mio stile nel crawl. Il mare non era che un ostacolo salato che mi bruciava gli occhi. Fui stupito dallo spettacolo che mi si offerse agli occhi nelle acque di Le Mourillon: rocce coperte di foreste verdi, brune e argentee di alghe e pesci, mai visti prima, che nuotavano nell'acqua cristallina. Alzando il capo per respirare, scorsi un filobus, della gente, i pali della luce elettrica. Immersi nuovamente la testa e la civiltà era di nuovo completamente scomparsa. Mi trovavo in una giungla che non era mai stata vista da quelli che navigavano sul suo tetto opaco.
Talvolta, anche se di rado, si ha la fortuna di accorgersi che nella nostra vita è subentrato un cambiamento, si abbandona la via vecchia, si imbocca la nuova e si prosegue dritti per la nuova rotta"

Ogni anno scegliamo di "celebrare" un avvenimento che ha segnato la stagione.
Come sempre dobbiamo dire grazie a tutti coloro che ci hanno scelto, a quelli che si sono complimentati e a quelli che hanno evidenziato cose da correggere.

Quest'anno è l'anno dei Bikers ... Brescia/Ulaanbaatar.

Nico & Aldo di Viaggi&Viaggi e con loro la "ciurma": Fausto, Gualtiero, Enrico, Alessandra, Maria Grazia, Giovanna, Laura, Vera e Alberto.
...anno di bikers questo 2012, in quanto oltre ad Aldo, anche un altro supereroe della Iditarod Alaska come Alessandro Da Lio ha incrociato le nostre rotte e vissuto alcuni giorni della sua avventura con noi.
Ad Aldo e Alessandro "Bonne Chance" per il 2013.
Marco.

Dedicato ai partner di FilmMakingFarm e all'uscita del loro documentario "Deerees". Primi a volare sulle steppe e sulle falesie del Gobi. Oltre alle immagini, che non necessitano di commento, sono riusciti a carpire l'anima di questo magnifico Paese.

Il Kharma vi conceda altri deserti, altre genti, ...

Veramente BRAVI! 

Marco & Rosella 

Il 2011 segna una data speciale per noi di Iperboreus, il prossimo 18 giugno saranno 10 anni in Mongolia.

Noi c'eravamo quando in Ulaanbaatar l' unica categoria di “turisti” era rappre- sentata da fricchettoni per lo più olandesi che transitavano in Mongolia provenienti da Goa o Phuket e diretti alla ricerca dello Shangri-La.... c'eravamo quando Piazza Sukhbaatar aveva ancora colori soviet e i grattacieli stile Gotham City non erano nemmeno immaginabili.
Nei ristoranti l'odore della carne di montone impregnava i muri dai tempi della guerra fredda e per noi occidentali era affascinante osservare tracce fossili dell'ex URSS rimaste cristallizzate nel tempo, qui, nel cuore dell'Asia.
Noi c'eravamo nel Gobi quando i tramonti a Flaming Cliff erano condivisi al massimo con altri 2 o 3 colleghi paleontologi.....e i primi campi per turisti spuntavano su edifici e bunker abbandonati dall'Armata Rossa non molti anni prima.
Cercando oggi nella memoria i motivi che ci hanno fatto innamorare della Mongolia, emerge netto il ricordo di un mondo fermo nel tempo, templi buddisti immacolati con monaci bambini che, per un attimo, smettevano di salmodiare i loro mantra stupiti dalle nostre facce....
Certo! ... il mitico cielo blu e le sconfinate praterie steppiche le diamo per scontate; grazie al Buddha ci sono ancora.
Per tre anni abbiamo studiato, viaggiato sulle mitiche Uaz russe, ci siamo persi, abbiamo trovato gente meravigliosa, abbiamo bestemmiato diverse divinità quando il motore era bollito per poi ringraziarle devotamente quando l'autista, miracolosamente, con un filo di ferro lo faceva ripartire.
Tre anni intensi, impagabili, irripetibili....
Da questa base fatta di esperienze sul campo, resa solida dal tempo, dalle amicizie che sono arrivate e che hanno creato legami e intrecci di anime, dalla comprensione ed accettazione di un diverso valore del tempo è nato Iperboreus.

 In questi intensi anni vissuti in Asia abbiamo sempre cercato di non scordare che siamo degli ospiti e di "camminare in punta di piedi".

Con grande piacere osserviamo che questo modus vivendi è stato percepito da Purevsuren Gombosuren, Direttore del Mongolian National Tourism Center che ha deciso di segnalarci con un attestato, confermandoci la bontà delle nostre scelte.

Ricevere testimonianza di stima fa sempre piacere; a tal proposito il 2010 è stato molto generoso: infatti Davide Pianezze (fotografo Nikon) ha vinto con il suo “MONGOLIA” il prestigioso APPA AWARDS che la critica assegna al miglior libro fotografico pubblicato nell’anno in Asia.

Abbiamo pensato di non cancellare quanto scritto quando il sito è stato aperto.

L’IDEA e i suoi contenuti sono per noi ancora attuali, ci ricordano quanto profondamente siamo legati a questo Paese e ci indicano la rotta per il futuro

 

L'IDEA

I viaggi nascono spesso da un particolare che colpisce la nostra curiosità. Può restare immagazzinato nella mente per mesi, poi, come un meccanismo d’orologio scatta! Va ad intersecarsi con frammenti di letture; flash di immagini si sovrappongono ai ricordi, le parole di un amico viaggiatore riaffiorano, la mente ritrova emozioni e odori lontani.
E’ qui che inizia il viaggio.

Occorre gran rispetto sin da quando si comincia a pensarlo un viaggio. Si è pieni di interrogativi. E’ la fase più delicata. Bisogna viverlo intensamente con la mente prima di tradurlo in pratica, si evita qualcuna delle innumerevoli sorprese.

Lo studio degli itinerari, le attrezzature, l’organizzazione e la gestione generale devono essere trattati con cura artigianale.

La medesima attenzione va riservata alla componente emozionale! Ecco allora che la struttura organizzativa deve sapersi miscelare e fondere con il locale tessuto geografico e sociale, assorbirne il ritmo, accettarne i tempi. 

Abbiamo progettato questi itinerari per  tutti coloro che al ritorno da luoghi straordinari hanno provato la sensazione di averne appena sfiorato l’essenza. Non sono più sufficienti le poco esaustive descrizioni delle guide locali ed una documentazione che, spesso forzatamente sintetica, lascia intatti molti interrogativi.

Da qui la realizzazione di percorsi conoscitivi pensati per alimentare la curiosità del viaggiatore. Prendendo spunto da un particolare, svilupparne i contenuti cercando correlazioni con altre aree geografiche, altre culture, altre epoche storiche.

Siamo convinti che il valore che rende originali le nostre proposte consista proprio nel modo con cui questi argomenti possono essere trasmessi: calibrandoli con attenzione e miscelandoli con esperienze dirette.

Un percorso fatto di curiosità, sensazioni ed emozioni, impalpabile come una bolla di sapone.  Per stupire il fanciullo che è in noi e nello stesso tempo dare ad ognuno la sensazione concreta di aver acquisito un importante valore in più.

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